Sedulo curavi humanas actiones non ridere, non lugere neque detestari, sed intelligere.
(Mi sono fatto uno studio di non ridere né di piangere sulle azioni umane, e nemmeno di detestarle, ma di comprenderle).
Baruch d'Espinosa, Tractatus politicus, 1677 (trad. A. Droetto)
Emmanuel Le Roy Ladurie nasce nel 1929 ed è allievo di Fernand Braudel (uno dei massimi esponenti della scuola degli Annales) . Per un lungo periodo concentra i suoi studi sulla Linguadoca e sulla società di antico regime. Nel 1966 viene così pubblicata la sua tesi di Dottorato,intitolata "Les Paysans de Languedoc".
Si concentra in particolare sul mondo contadino di questa regione della Francia in
società di antico regime perchè ha delle peculiarità : è un ambiente abbastanza acculturato,di piccoli proprietari terrieri,dove i contadini stessi fanno studiare i figli dal parroco cattolico di turno in cambio di qualche bene materiale (gli uomini di fede si mantenevano anche così).
Nel XVII secolo in Linguadoca sorge una simpatia per gli Ugonotti. I contadini iniziano ad apprezzare le idee calviniste e proprio in quel periodo si registra una crisi economica. Scoppia così una rivolta verso il "Re cattolicissimo",essa ha una particolarità,è guidata dalle donne.
Ladurie si chiede il perchè di questa rivolta e lo trova nel fatto che i capitali Lionesi e Parigini venissero investiti in Linguadoca e in questo modo producessero il cambiamento della classe dei proprietari terrieri nella loro terra. Veniva meno, così, il rapporto feudale creatosi negli anni con i precedenti proprietari terrieri in quanto i nuovi investitori avevano un approccio diverso,puntavano a massimizzare la produzione e a diminuire i costi.P roprio qui lo storico francese fa una scoperta interessante. Distrugge il canone di interpretazione marxista (anche se lo era stato fino al 1956) e evidenzia il fatto che l'ideologia contadina guarda al passato,vuole tornare al feudalesimo in questo caso.
Questa società di contadini di Linguadoca si aggrappa ad un livello economico-politico feudale che aveva garantito loro diritti e sopravvivenza. Evidenzia l'errore di Marx,ovvero l'anacronismo: per Ladurie infatti i contadini non ragionavano come borghesi.
Fra le altre domande che lo storico francese si pone una delle più interessanti è il perchè questi uomini,in una società maschilista,si facessero guidare dalle donne nella rivolta.
Per rispondere a questo quesito introduce il concetto di congiuntura economica che si riflette sulla psiche della popolazione : la depressione economica produceva miseria,la miseria comportava il rinvio dei matrimoni,questo produceva ansia,soprattutto nella popolazione femminile. Nel XVII secolo infatti il matrimonio era fondamentale per le giovani donne contadine : sposarsi significava entrare in un circolo economico che portava alla sopravvivenza e rimandare il matrimonio portava ansia,frustrazione anche a livello sessuale e isterie che facevano compiere gesti che altrimenti sarebbero stati inusuali.
Questo post vuole essere un doveroso tributo a Le Roy Ladurie e al suo modo di studiare ed analizzare la storia attraverso un approccio multidisciplinare : culturale,economico,sociale,religioso.
Bibliografia : Emmanuel Le Roy Ladurie, I contadini di Linguadoca, Laterza
[...] La minaccia persiana si trasfigura così, a partire dai Persiani di Eschilo, a partire dalle Storie di Erodoto, nell'aggressione germinata dall'hybris, dalla tracotanza orgogliosa e senza limiti che spinge a violare le leggi divine. Nel caso del Gran Re, la frontiera di mare frapposta tra Asia e Europa, la misura stabilita per il suo dominio: per questo, appunto, è giustamente punito dalla giustizia divina. Ne sono strumento gli Elleni, che vincono perché oppongono alla moltitudine di armati e alla macchina da guerra del Gran Re il proprio credo nella libertà, facendone il collante ideologico per un'identità collettiva.
Lorenzo Braccesi, Guida allo studio della storia greca, Laterza, Bari 2005, a proposito delle guerre persiane.
[...] Un altro argomento è forse intervenuto non come causa ma come giustificazione dello sviamento, ed è quello che riguarda la fede nella giustizia immanente, implicitamente contenuto nei racconi di Roberto di Clari e di Villehardouin. Per questi cronisti il successo dell'operazione prova che la giustizia è dalla parte dei latini e, inversamente, che i Greci hanno perduto la loro indipendenza a causa dei loro peccati. L'argomento della giustizia immanente, qui invocato, non deve stupire, in quanto la fede in una giustizia immanente che si esercita senza indugio, hic et nunc, era generale e aveva un ruolo considerevole nel pensiero e nel comportamente degli individui e dei gruppi.
Paul Rosset, L'ideologia Crociata, trad. Alessandro Gallo, Jouvence, Roma 2000, a proposito della quarta crociata.
Chi vince ha ragione; chi ha ragione, vince!