CORO
Zeus privilegia la parte del padre, se è come dici.
Ma lui, con le sue mani, incatenò Crono, il padre già vecchio: non stridono le due circostanze?
Come lo spieghi? (ai giudici) Voi mi attestate quel che state udendo.
APOLLO
Sanguinarie, vi odiano tutti, fate schifo agli dèi!
I ceppi c'è chi li slaccia, c'è sempre mezzo di porre rimedio, di sciogliere.
Lascia che la polvere asciughi il sangue di un uomo, una volta crollato: più non esiste risveglio. Per questo non creò fascini il padre mio: eppure, ruota e regola il resto del cosmo - l'abisso e la volta celeste - e non pulsa per l'enorme fatica.
CORO
Rifletti se è il caso di difenderlo, di farlo assolvere.
Ha fatto colare per terra il sangue materno, che è tutt'uno col suo.
Vivrà in futuro nelle mura domestiche, ad Argo, che appartennero al padre?
Quali altari avrà per il rito, nel suo paese?
Quale cerchia di famiglie gli porgerà l'acqua che monda?
APOLLO
Ho la risposta, eccola: rifletti se è esatta.
Non la madre, non lei produce il suo frutto: «figlio» è il suo nome.
Solo, nutre il gonfio maturo del seme.
Lui procrea, che d'impeto prende.
Lei come ospite all'ospite: veglia sul giovane boccio, se un dio non lo schianti.[...]
Eschilo, Eumenidi
Oreste è figlio di Agamennone, re di Argo, e di Clitennestra.Il momento chiave del passaggio tra le due tipologie di organizzazione sociale viene raccontato simbolicamente proprio nel processo contro Oreste.
Le Erinni accusano il giovane di aver sparso il sangue materno, il proprio sangue, ma ecco intervenire Apollo, che spiega che non la madre “produce il frutto”, ma il padre, e il corpo della donna si limita ad ospitare tale seme.
La donna, dopo millenni in cui veniva onorata quale “Creatrice di vita” diviene colei che “ospita” la vita.
Il suo ruolo era definitivamente destinato ad assumere un carattere secondario.
Nient’altro che della fine del Matriarcato e l’inizio del Patriarcato.
per approfondire:
Giuseppe Sermonti, Il mito della Grande Madre. Dalle amigdale a Çatal Hüyük, Mimesis, Milano 2002,
