mercoledì, 21 febbraio 2007, ore 17:53

Carl Linnaeus, biologo svedese meglio noto come Carlo Linneo, nacque nel 1707, 300 anni fa.

Fin da bimbo Carlo sviluppò interesse per la botanica, che all'epoca era una disciplina importante anche perchè la maggior parte dei medicamenti era costituita da vegetali: conoscere la differenza tra un potenziale veleno o un'erba curativa era davvero essenziale!

Ancora giovanissimo, nel 1730, Linneo elaborò il suo metodo di classificazione tassonomica, per il quale è diventato famoso. La sua intuizione fu quella di suddividere le specie di vegetali sulla base di caratteri che tutto sommato erano facilmente individuabili, come i fiori, le foglie, le radici... d'altra parte le ricerche attuali si concentrano su fenomeni che avvengono all'interno della cellula, ma all'epoca di Linneo non c'erano tanti mezzi tecnologici avanzati, per cui si può dire che egli riuscì ad ottenere il massimo dagli strumenti che aveva a disposizione.

Oltre agli studi di botanica, Linneo proseguì le sue  ricerche scientifiche, dedicandosi alla professione medica. Erano gli anni in cui man mano si diffondevano gli studi sulle malattie infettive (ricordate l'ode del Parini sull'innesto del vaiolo?),ed in tutta Europa erano ancora devastanti le epidemie, anche a causa delle cattive condizioni igieniche delle città.

Linneo morì nel 1778, tuttavia il suo sistema di classificazione è rimasto in uso da allora, ed ha un nome: classificazione binomiale. Funziona così: ogni organismo ha 2 nomi (in latino, che ancora nel '700 era la lingua d'elezione in campo scientifico), il primo dei quali identifica il Genere, il secondo (in minuscolo), identifica la Specie.

Homo sapiens ed Homo habilis, ad esempio, sono 2 specie di ominidi appartenenti al genere Homo. Bisogna tener presente che solo la specie è realmente rappresentata in natura, poichè qualsiasi altra entità tassonomica (detta anche taxon) è assolutamente fittizia! Potremmo, infatti, decidere di raggruppare gli animali non più sulla base dei caratteri per i quali al momento li distinguiamo in Pesci, Anfibi, Rettili, Uccelli e Mammiferi ma sulla basi di caratteri differenti, che renderebbero inutilizzabile l'attuale classificazione.

Per saperne di più su Linneo, potete vedere la voce della Wikipedia, nonchè un' interessante pagina che contiene anche molte curiosità e foto che riguardano il personaggio a cui si accenna in questo post.

4passi
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Commenti
#1   21 Febbraio 2007 - 18:24
 
interessante Linneo, la sua vita, la sua storia e di come raggiunse la classificazione delle specie, specialmente nella botanica...
Linneo dovette lottare molto contro le idee conservatrici dell'epoca, però oggi, grazie a lui, possiamo facilmente identificare una pianta di fico: Ficus carica, o un mandorlo: Prunus amygdalus, o un limone: Citrus medica...

felicità
Rino
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#2   22 Febbraio 2007 - 13:58
 
"Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare finchè arriva uno sprovveduto che non la sa e la inventa " diceva Einstein..
Qui il discorso è un po' diverso,come giustamente faceva notare Babilonia61 Linneo ha dovuto lottare parecchio come Galileo,ma quello che mi piace sottolineare è che,come ha scritto anche 4passi nel suo interessante post,il ragionamento e il metodo del biologo svedese sono "semplici" ai nostri occhi. Queste sono le grandi menti,quelle che fanno fare il salto di qualità alla storia dell'umanità:quelle che riescono con meccanismi semplici a tradurre situazioni complesse.
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#3   23 Febbraio 2007 - 16:24
 
... giusto! Basti pensare ad Aristotele e al suo primo, enorme, passo avanti verso la classificazione moderna.
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#4   23 Febbraio 2007 - 20:22
 
Linneo ha messo in chiaro ciò che era in penombra: ha dato nomi e classificazioni a ciò che era nella forma: dalla forma alle parole, insomma le parole danno un significato ed una identificazione all'oggetto, animato o non...
beh!
felicità
Rino, riflettendo ad alta voce
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#5   24 Febbraio 2007 - 11:02
 
Riprendendo le parole di Rino, non è che Linneo, oltre ad aver "dato nomi e classificazioni a ciò che era nella forma", con questo processo abbia anche "creato" una nuova immagine della "forma" stessa?

Se avesse usato un'altra classificazione, la nostra percezione attuale del mondo animale potrebbe essere diversa.

Agendo sui nomi si agisce anche sulla realtà che rappresentano.

Blessed be
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#6   24 Febbraio 2007 - 13:10
 
Santaruina: mi sono sempre domandato che rapporto c'è fra un nome e la sua rispettiva valenza, per es.: se dico Prunus amigdalus, o dico mandorlo o dico albero dai fiori leggermente rosa con 4 pistilli e un ovario, di foglie lanceolate, tronco robusto scorticato in età adulta..etc.etc.: cosa cambia nella realtà dell'oggetto?
l' oggetto esiste anche senza io indicarlo, quanto meno in quel caso...cioè le parole fanno in modo che l'oggetto sia identificato da me, da te, dagli altri; però l'oggetto esisteva prima della classificazione...

eppoi, può una parola creare una forma?

mah! non sò, aiutatemi a capire, please..
felicità
Rino, deambulando nel buio
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#7   24 Febbraio 2007 - 17:41
 
il nome dà forma alla natura caotica, nulla può ex-sistere distintamente senza nome, del resto di questi tempi che hanno esasperato la confusione delle lingue i nomi non corrispondono quasi mai alle essenze...cataloghiamo e dimentichiamo

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#8   24 Febbraio 2007 - 18:19
 
Sta scritto in effetti che "In principio era il Verbo".

Anticamente si era convinti che era la "parola" stessa che "creava", ma rischiamo di scivolare in tematiche alquanto intricate per noi uomini del XXI secolo, legati prevalentemente alla forma...

:-)

Blessed be
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Commenti
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categoria : storia moderna, storia della scienza, magistra vitae