[...] La minaccia persiana si trasfigura così, a partire dai Persiani di Eschilo, a partire dalle Storie di Erodoto, nell'aggressione germinata dall'hybris, dalla tracotanza orgogliosa e senza limiti che spinge a violare le leggi divine. Nel caso del Gran Re, la frontiera di mare frapposta tra Asia e Europa, la misura stabilita per il suo dominio: per questo, appunto, è giustamente punito dalla giustizia divina. Ne sono strumento gli Elleni, che vincono perché oppongono alla moltitudine di armati e alla macchina da guerra del Gran Re il proprio credo nella libertà, facendone il collante ideologico per un'identità collettiva.
Lorenzo Braccesi, Guida allo studio della storia greca, Laterza, Bari 2005, a proposito delle guerre persiane.
[...] Un altro argomento è forse intervenuto non come causa ma come giustificazione dello sviamento, ed è quello che riguarda la fede nella giustizia immanente, implicitamente contenuto nei racconi di Roberto di Clari e di Villehardouin. Per questi cronisti il successo dell'operazione prova che la giustizia è dalla parte dei latini e, inversamente, che i Greci hanno perduto la loro indipendenza a causa dei loro peccati. L'argomento della giustizia immanente, qui invocato, non deve stupire, in quanto la fede in una giustizia immanente che si esercita senza indugio, hic et nunc, era generale e aveva un ruolo considerevole nel pensiero e nel comportamente degli individui e dei gruppi.
Paul Rosset, L'ideologia Crociata, trad. Alessandro Gallo, Jouvence, Roma 2000, a proposito della quarta crociata.
Chi vince ha ragione; chi ha ragione, vince!
