martedì, 06 novembre 2007, ore 19:41

Sono venuto in possesso, qualche giorno fa e in modo avventuroso, della prima edizione del famigerato "Pasque di sangue" di Ariel Toaff, di cui sono venuto a conoscenza da pochissimo tempo, a causa dell'inveterato vizio di non vedere tv e leggere giornali (un modo come un altro per isolarsi da un mondo presente che si disprezza). Ne ho dato una scorsa veloce e non ho trovato nulla di così scandaloso. Trovo invece scandaloso che un libro pubblicato nel 2007 sia più raro di un incunabolo del quattrocento; aldilà della qualità del testo, mi rattrista constatare che ancora oggi un lavoro di storiografia (peraltro su un periodo storico risalente nel tempo) possa esser (auto)censurato. Voi lo avete letto? Conoscete le vicende legate alla sua pubblicazione? 

A voi... 

Vautrin
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categoria : bibliografia, basso medioevo





lunedì, 05 novembre 2007, ore 12:12

Viking BoatVarie saghe s'intrecciano su questa avventura che avrebbe portato i vichinghi a scoprire l'America 500 anni prima di Cristoforo Colombo. Dalla Groenlandia appena da qualche anno colonizzata da Erik il rosso, un tale Bjarni Herjulfson, nell'anno 1000, navigando verso occidente dell'isola, trascinato da una tempesta approdò nella regione del Capo Cod -a S E dell'odierna Boston- girando nei paraggi vide i picchi meridionali nella od. Nuova Scozia ed una parte della od. Terranova. Non era curioso, e in nessuno dei luoghi vi sbarcò, aveva solo fretta di trovare la via di casa. Quando riuscì a tornare in Groenlandia "non sapeva dire nulla di queste terre", cionostante aveva compilato un preciso "diario di bordo" che in seguito sarà inserito nella "Saga della Groenlandia".

Eric the Red Curioso era invece Leif Erichsonn, il figlio di Erik il rosso, che appresa quella storia allestì una spedizione per andare a verificare cosa c'era di vero nei racconti di Bjarni. Leif anche lui trovò la terra, toccando prima l’isola di Terranova, poi costeggiarono anche il Labrador, per loro Markland (terra delle foreste) si spinsero fino al 42° parallelo che è a cavallo fra Boston e Newport - dove un tedesco non stava nella pelle per aver trovato l'uva, ed è per questo che Leif chiamo la nuova terra il "Vinland". "Quando provarono a insediarsi dovettero scontrarsi con la ferocia degli indigeni, di molto superiori di numero, che li ricoprirono di frecce; decisero che il gioco non valeva la candela. Perciò com'erano arrivati tornarono indietro". Ma questo lo dissero gli altri in Europa, dopo che fu scoperto da Colombo il Nuovo Mondo, mentre in seguito spuntarono dai polverosi conventi delle dettagliate precedenti relazioni; e sembra che a Roma queste notizie le conoscessero molto ma molto prima che Colombo iniziasse il suo viaggio. Infatti nel 1480, giunse a Roma un vescovo proveniente dall'Irlanda, dall'abbazia di Stratflur, che aveva con sé alcune relazioni di viaggi fatti dai vichinghi in "America" nel corso di un secolo che prova che i vichinghi con vari viaggi andavano e venivano.

Per molto tempo storici e appassionati cercarono prove della presenza vichinga nel Nord d’America e finalmente negli anni ’60, dopo decenni di ricerche fu scoperto un campo di sicura origine nordica sull’isola di Terranova. Confermerebbero le relazioni di Leif Erichsonn che alcuni storici definiscono le più straordinarie fra tutte quelle esistenti nelle esplorazioni del mondo.
In una Storia ecclesiastica di Amburgo del 1070, compilata da Adamo da Brema, nel quarto volume, accennando alle isole settentrionali si dice "il re dei danesi riferisce che oltre queste isole fu scoperta "da molti" un'altra grande isola chiamata Vinland, perchè ricca di viti selvatiche che producono un ottimo vino. Che vi prosperano frutti spontanei in abbondanza; tutto questo da veridiche relazioni danesi". (Dunque a Roma sapevano).
Se riflettiamo, la vite non poteva prosperare nè in Groenlandia, nè sulle prime coste del Canadà, perchè il suo limite coltivativo in America si trova solo al 47° parallelo. Che corrisponde al golfo di San Lorenzo. Si accennava anche a un "grano selvatico", un "grano indio", e questo sappiamo ha il suo limite al 44° parallelo, che corrisponde a una regione fra la Nuova Scozia e New York. Parlavano di salmoni e il limite meridionale del salmone è al 41° parallelo. Citavano un grande fiume che proveniva da un grande lago, e davanti a Terranova sbuca il San Lorenzo che scende dai grandi laghi. Era quindi da più di un secolo che i vichinghi, esploravano e andavano e tornavano dal Vinland.
Negli "Annali d'Islanda" dell'anno 1121, c'è anche una nota "Erickr bykop leitadi Vinlandz"; il vescovo Erich va in visita nel Vinland". C'era dunque già un villaggio di vichinghi nel Vinland come narrano alcune saghe nordiche? Ma anche antiche saghe precolombiane - quella azteca di Quetzalcoatl- parlavano di uomini bianchi, biondi, con occhi azzurri, che da mari molto lontani, su barche come serpenti e draghi (e le navi vichinghe sulla prua avevano teste di serpenti e di drago) approdarono alcuni secoli prima nella loro terra . Ma come sapevano gli aztechi che esistevano uomini dagli occhi azzurri e dai capelli biondi? Di uomini simili in America non sono mai esistiti!

Tutti questi viaggi saranno poi confermati storicamente dal 1900 in poi, quando in America verranno ritrovate pietre runiche (per molto tempo ritenute false) e oggetti gotici proprio in quelle zone che erano state sommariamente descritte in quelle "relazioni nautiche" fatte dai vichinghi; e comunque esattamente individuabili da molti indizi. A Leif Erichsonn la città di Boston gli ha dedicato uno splendido monumento, perchè ha validi motivi di credere che il primo uomo europeo a mettere il piede sul suo territorio sia stato proprio lui, il figlio di Erik il rosso.

link info:
The "Vinland Map," possibly the first map showing the New World, is currently housed in Yale University's Beinecke Rare Book and Manuscript Library.

img:  Viking boat; The famous viking ruler "Eric the Red", pictured in "Gronlandia", featured in full battle attire.

Sahira
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categoria : alto medioevo, basso medioevo, storia delle esplorazioni





sabato, 03 novembre 2007, ore 14:57

Era già un po' di tempo che volevo ringraziare la professoressa Manuela Ronquillo del Dipartimento di Scienze Storiche dell'università di Las Palmas, per aver indicato il nostro Magistra vitae nella bibliografia del suo corso sulla mentalità dell'uomo medievale.

Ecco il link:

http://www.personales.ulpgc.es/mronquillo.dch/H_Mentalidades.htm

Vautrin
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categoria : magistra vitae, alto medioevo, basso medioevo





sabato, 03 marzo 2007, ore 22:33

[...] La minaccia persiana si trasfigura così, a partire dai Persiani di Eschilo, a partire dalle Storie di Erodoto, nell'aggressione germinata dall'hybris, dalla tracotanza orgogliosa e senza limiti che spinge a violare le leggi divine. Nel caso del Gran Re, la frontiera di mare frapposta tra Asia e Europa, la misura stabilita per il suo dominio: per questo, appunto, è giustamente punito dalla giustizia divina. Ne sono strumento gli Elleni, che vincono perché oppongono alla moltitudine di armati e alla macchina da guerra del Gran Re il proprio credo nella libertà, facendone il collante ideologico per un'identità collettiva.

Lorenzo Braccesi, Guida allo studio della storia greca, Laterza, Bari 2005, a proposito delle guerre persiane. 

 

[...] Un altro argomento è forse intervenuto non come causa ma come giustificazione dello sviamento, ed è quello che riguarda la fede nella giustizia immanente, implicitamente contenuto nei racconi di Roberto di Clari e di Villehardouin. Per questi cronisti il successo dell'operazione prova che la giustizia è dalla parte dei latini e, inversamente, che i Greci hanno perduto la loro indipendenza a causa dei loro peccati. L'argomento della giustizia immanente, qui invocato, non deve stupire, in quanto la fede in una giustizia immanente che si esercita senza indugio, hic et nunc, era generale e aveva un ruolo considerevole nel pensiero e nel comportamente degli individui e dei gruppi.

Paul Rosset, L'ideologia Crociata, trad. Alessandro Gallo, Jouvence, Roma 2000, a proposito della quarta crociata.

 

Chi vince ha ragione; chi ha ragione, vince!

 

Vautrin
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