mercoledì, 14 novembre 2007, ore 15:12

Con questa serie di post desidero consigliare la lettura di alcuni romanzi storici che ho trovato particolarmente accurati e avvincenti.

Ovviamente aspetto anche i vostri consigli :)

  • Peter Prange, Il filosofo e la libertina, Milano, Mondadori, 2006, pp. 489.

 

Romanzo riuscito, piuttosto fedele alla storia, di stile fresco e semplice, ambientato nella Parigi degli Enciclopedisti e con protagonista lo stesso Diderot. Uno dei migliori romanzi storici degli ultimi anni. Di Peter Prange era già uscito, sempre per Mondadori, "La congiura di Bernini" che non ho ancora letto.

Vautrin
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martedì, 06 novembre 2007, ore 00:13

La Royal Society di Londra, fondata ufficialmente da Carlo II e ispirata alle idee baconiane basate sulla ricostruzione della realtà attraverso esperienze e fatti, ignorando le auctoritates (nel caso fossero contrarie all'evidenza sperimentale), si compose, principalmente, di tre differenti correnti di pensiero:

  • * La tradizione astronomico/matematica europea

* La tradizione medico/chimica di Paracelso

* La cultura eminentemente empirica di Bacone

 

Chi racchiuse in sé tutti questi elementi e ne fu, quindi, il risultato comprensivo e ultimo? Ovviamente Isaac Newton: matematico, sperimentatore e alchimista.

cfr. Davide Arecco, Storie dell'Arte Reale, Firenze, Firenze Libri, 2007, pp. 161.

Immagine: The Fame of the Royal Society. Da Thomas Sprat, History of the Royal Society, 1667.

Vautrin
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categoria : storia della scienza





lunedì, 05 novembre 2007, ore 13:58

Sto lavorando, in questi giorni, ad un breve saggio sul rapporto tra tradizione magica rinascimentale e illuminismo e tra questo e la filosofia latomistica. In particolare mi sto soffermando sulla storia del concetto di gravità. Ritornerò, credo, più volte nei prossimi post sull'argomento. Personaggio chiave, neanche ci sarebbe da specificarlo, è Isaac Newton, ultimo dei maghi e primo scienziato moderno.

Ho trovato straordinaria, per semplicità e freschezza, la biografia di James Gleick, edita da Codice (una delle migliori case editrici per la storia e la divulgazione scientifica); la consiglio a tutti coloro che vogliono saperne di più sulla vita e le opere di questo genio assoluto.

James Gleick, Isaac Newton, Torino, Codice edizioni, 2004, tr. it. G. Picco, pp. 202.

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lunedì, 05 novembre 2007, ore 10:44

Circa mille anni fa (nella notte tra il 30 aprile e l'1 maggio 1006) si verificava l'evento naturale più straordinario che l'uomo ricordi. Nella costellazione del Lupo (che alle nostre latitudini si trova, in quel periodo dell'anno, appena sopra l'orizzonte) appariva una supernova (l'esplosione di una stella), talmente luminosa da proiettare sugli oggetti terrestri una tenue ombra.

In occidente se ne accorsero, tra gli altri,  i monaci benedettini del monastero di San Gallo, che, terrorizzati, s'interrogarono sul motivo di questo imprevedibile e, per loro, inconcepibile mutamento del cielo. Secondo i loro principi l'incredibile fenomeno poteva essere spiegato come un segno divino di una imminente catastrofe terrena, in accordo con il  pensiero dominante che voleva il mutamento sinonimo di peggioramento. Collegarono l'apparizione della nuova stella alla terribile carestia che si verificò poco tempo dopo. Ecco come registrò l'evento il monaco Hepidannus nei suoi Annales Sangallenses [1] :

1006. Nova stella apparuit insolitae magnitudinis, aspectu fulgurans, et oculos verberans, non sine terrore. Quae mirum in modum aliquando contractior, aliquando diffusior, et iam extinguebatur interdum. Visa est autem per tres menses in intimis finibus austri, ultra omnia signa quae videntur in coelo.

La stella, secondo Hepidannus, sarebbe apparsa al punto più meridionale del cielo, e sarebbe stata visibile per tre mesi, presentando strane oscillazioni di splendore sì che talvolta appariva abbagliante (oculos verberans) e talaltra scompariva per poi riaccendersi, e così a vicenda finché scomparve definitivamente.

Leggiamo, inoltre, la registrazione dell'evento che fece un monaco anonimo negli Annales Beneventani [2] :

1006. Clarissima stella effulsit, et siccitas magna per tres menses fuit.

Anche qui si nota il collegamento tra il fenomeno celeste e il destino terreno, tema così importante per l'uomo medievale (qui si fa riferimento a un periodo di siccità).  

Anche Sigeberto nella sua Cronaca ne raccontò l'apparizione e la definì "cometa horribili specie".  Sigeberto nega, anche davanti all'evidenza, che si tratti di una nuova stella (le stelle sono per lui immutabili) e la classifica come cometa, cioé come oggetto per definizione temporaneo e, in generale, imprevedibile (a quel tempo), ma soprattutto già conosciuto.

 

  Ricostruzione del cielo meridionale visibile il 30 aprile 1006 d.C.

[1] Monumenta Germaniae Historica,  I.

[2] Monumenta Germaniae Historica , II.

 

da Alessio Miglietta, Vautrin, il libro, Seregno, 2007, p. 101.

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sabato, 03 novembre 2007, ore 12:09

Io ci provo: qualcuno mi sa dire come recuperare il testo del Mundus subterraneus di Athanasius Kircher (magari in internet) o, altrimenti, mi può indicare quali resoconti di viaggio l'autore cita a proposito dei vortici polari?

 

Vautrin
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mercoledì, 21 febbraio 2007, ore 17:53

Carl Linnaeus, biologo svedese meglio noto come Carlo Linneo, nacque nel 1707, 300 anni fa.

Fin da bimbo Carlo sviluppò interesse per la botanica, che all'epoca era una disciplina importante anche perchè la maggior parte dei medicamenti era costituita da vegetali: conoscere la differenza tra un potenziale veleno o un'erba curativa era davvero essenziale!

Ancora giovanissimo, nel 1730, Linneo elaborò il suo metodo di classificazione tassonomica, per il quale è diventato famoso. La sua intuizione fu quella di suddividere le specie di vegetali sulla base di caratteri che tutto sommato erano facilmente individuabili, come i fiori, le foglie, le radici... d'altra parte le ricerche attuali si concentrano su fenomeni che avvengono all'interno della cellula, ma all'epoca di Linneo non c'erano tanti mezzi tecnologici avanzati, per cui si può dire che egli riuscì ad ottenere il massimo dagli strumenti che aveva a disposizione.

Oltre agli studi di botanica, Linneo proseguì le sue  ricerche scientifiche, dedicandosi alla professione medica. Erano gli anni in cui man mano si diffondevano gli studi sulle malattie infettive (ricordate l'ode del Parini sull'innesto del vaiolo?),ed in tutta Europa erano ancora devastanti le epidemie, anche a causa delle cattive condizioni igieniche delle città.

Linneo morì nel 1778, tuttavia il suo sistema di classificazione è rimasto in uso da allora, ed ha un nome: classificazione binomiale. Funziona così: ogni organismo ha 2 nomi (in latino, che ancora nel '700 era la lingua d'elezione in campo scientifico), il primo dei quali identifica il Genere, il secondo (in minuscolo), identifica la Specie.

Homo sapiens ed Homo habilis, ad esempio, sono 2 specie di ominidi appartenenti al genere Homo. Bisogna tener presente che solo la specie è realmente rappresentata in natura, poichè qualsiasi altra entità tassonomica (detta anche taxon) è assolutamente fittizia! Potremmo, infatti, decidere di raggruppare gli animali non più sulla base dei caratteri per i quali al momento li distinguiamo in Pesci, Anfibi, Rettili, Uccelli e Mammiferi ma sulla basi di caratteri differenti, che renderebbero inutilizzabile l'attuale classificazione.

Per saperne di più su Linneo, potete vedere la voce della Wikipedia, nonchè un' interessante pagina che contiene anche molte curiosità e foto che riguardano il personaggio a cui si accenna in questo post.

4passi
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