Emmanuel Le Roy Ladurie nasce nel 1929 ed è allievo di Fernand Braudel (uno dei massimi esponenti della scuola degli Annales) . Per un lungo periodo concentra i suoi studi sulla Linguadoca e sulla società di antico regime. Nel 1966 viene così pubblicata la sua tesi di Dottorato,intitolata "Les Paysans de Languedoc".
Si concentra in particolare sul mondo contadino di questa regione della Francia in
società di antico regime perchè ha delle peculiarità : è un ambiente abbastanza acculturato,di piccoli proprietari terrieri,dove i contadini stessi fanno studiare i figli dal parroco cattolico di turno in cambio di qualche bene materiale (gli uomini di fede si mantenevano anche così).
Nel XVII secolo in Linguadoca sorge una simpatia per gli Ugonotti. I contadini iniziano ad apprezzare le idee calviniste e proprio in quel periodo si registra una crisi economica. Scoppia così una rivolta verso il "Re cattolicissimo",essa ha una particolarità,è guidata dalle donne.
Ladurie si chiede il perchè di questa rivolta e lo trova nel fatto che i capitali Lionesi e Parigini venissero investiti in Linguadoca e in questo modo producessero il cambiamento della classe dei proprietari terrieri nella loro terra. Veniva meno, così, il rapporto feudale creatosi negli anni con i precedenti proprietari terrieri in quanto i nuovi investitori avevano un approccio diverso,puntavano a massimizzare la produzione e a diminuire i costi.P roprio qui lo storico francese fa una scoperta interessante. Distrugge il canone di interpretazione marxista (anche se lo era stato fino al 1956) e evidenzia il fatto che l'ideologia contadina guarda al passato,vuole tornare al feudalesimo in questo caso.
Questa società di contadini di Linguadoca si aggrappa ad un livello economico-politico feudale che aveva garantito loro diritti e sopravvivenza. Evidenzia l'errore di Marx,ovvero l'anacronismo: per Ladurie infatti i contadini non ragionavano come borghesi.
Fra le altre domande che lo storico francese si pone una delle più interessanti è il perchè questi uomini,in una società maschilista,si facessero guidare dalle donne nella rivolta.
Per rispondere a questo quesito introduce il concetto di congiuntura economica che si riflette sulla psiche della popolazione : la depressione economica produceva miseria,la miseria comportava il rinvio dei matrimoni,questo produceva ansia,soprattutto nella popolazione femminile. Nel XVII secolo infatti il matrimonio era fondamentale per le giovani donne contadine : sposarsi significava entrare in un circolo economico che portava alla sopravvivenza e rimandare il matrimonio portava ansia,frustrazione anche a livello sessuale e isterie che facevano compiere gesti che altrimenti sarebbero stati inusuali.
Questo post vuole essere un doveroso tributo a Le Roy Ladurie e al suo modo di studiare ed analizzare la storia attraverso un approccio multidisciplinare : culturale,economico,sociale,religioso.
Bibliografia : Emmanuel Le Roy Ladurie, I contadini di Linguadoca, Laterza
Matteo 20.16 : "Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi"
L'inversione della realtà ha valenza comica, rituale, trasgressiva. Essa, nella storia, fa registrare il suo più grande esempio nel Carnevale.
Le feste e i riti in onore di Iside da parte degli egizi, le "Grandi dionisiache" nell'antica Grecia, i "Saturnali" romani, sono riti antichissimi che possiamo considerare parenti di quello che oggi chiamiamo Carnevale.
La chiesa cattolica lo ha adottato, ed ha tentato di "arginarlo" in qualche modo, interpretandolo come un momento di riflessione e di riconciliazione con Dio, ma esso si è sempre presentato in realtà, come momento che si contrappone alle festività religiose ufficiali.
Si trasgrediva, si creavano situazioni goliardiche, parodie, si rideva: i nobili disprezzavano i poveri durante tutto l'anno ed allora essi si "vendicavano" nel periodo di Carnevale, creando su di loro canzoni oscene, volgari.
In alcuni casi la situazione era anche ben più seria: nelle grandi Università come Padova, Bologna, Lione i docenti uscivano di rado di casa, si registrano infatti casi in cui alcuni di essi vennero gravemente percossi.
Un aspetto, un rituale della vita, che per ovvie ragioni il mondo occidentale contemporaneo ha perduto e che, a mio modesto parere, ci porta ad assistere ad altri tipi di "valvole di sfogo" da parte della società, soprattutto laddove vi è ancora una cultura popolare profondamente radicata.
Per approfondire:
Peter Burke, Cultura popolare nell'Europa moderna, Mondadori, 1980
M. Bachtin, L'opera di Rabelais e la cultura popolare. Riso carnevale e festa nella tradizione medievale e rinascimentale, Einaudi, 1995
Warenn
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