PROPOSTA: per rompere il ghiaccio mi pare opportuno iniziare a parlare dell'immagine qui sopra dovuta a Pieter Bruegel. La Torre di Babele. MI pare un tema abbastanza d'attualità e in grado di far convergere l'interesse di noi tutti.
Dal libro della Genesi 11
1 Tutta la terra aveva una sola lingua e
le stesse parole.
2 Emigrando dall'Oriente gli uomini capitarono
in una pianura nel paese di Sennaar
e vi si stabilirono.
3 Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni
e cuociamoli al fuoco". Il mattone servì loro
da pietra e il bitume da cemento.
4 Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città
e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome,
per non disperderci su tutta la terra".
5 Ma il Signore scese a vedere la città
e la torre che gli uomini stavano costruendo.
6 Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo
e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera
e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua,
perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro".
8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra
ed essi essarono di costruire la città.
9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse
la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
Il testo che non ho mai studiato prima d'ora, pone non pochi problemi interpretativi, partirei dal primo passo:
1 - Tutta la terra aveva una sola lingua e
le stesse parole...
Secondo R. Guénon (quale sia la vostra opinione sul grande metafisico, spero concordiate che le sue parole meritano sempre attenta riflessione), "una sola lingua" significa che, fino all'epoca alla quale si fa riferimento in Genesi 11, tutti i popoli comprendevano la fondamentale unità delle differenti tradizioni. "La parola perduta" è quindi la chiave metafisica d'ogni mito particolare e d'ogni simbolismo specialmente adattato a determinate contingenze di spazio e tempo. La capacità d'intendere l'unità nella molteplicità è stato chiamata, ad esempio dal rosicrucianesimo, il "dono delle lingue". Dono che comporta l'affrancamento da una legge tradizionale particolare e anche la possibilità di installarsi (se così si può dire) presso qualsiasi popolo.
La "sola lingua" è quindi davvero il contrario di quel vocabolario anglo-esperantico con il quale siamo costretti a cimentarci, per ragioni essenzialmente d'ordine pratico.
L'Unità è agli antipodi dell'uniformità e può convivere con profonde differenziazioni, le quali, di certo dovevano essersi prodotte ormai da millenni prima dei fatti di cui sopra.
a Voi